Corchia: Traversata Becco Pompieri

Qualche minuto prima delle 12 arrivano tutti e inizia la pianificazione logistica (che devo ancora comprendere a fondo) che ci porterà a lasciare 5 macchine in 3 posti diversi, 1 dalla Piera, 2 all’ingresso turistico e il mitico fuoristrada di Alessio al passo croce che poi verrà gentilmente riportato dal fratello di Alessio anch’esso al turistico.

Questo complicato progetto logistico ci consentirà di fare un avvicinamento minimale (15 minuti) dal passo croce (ci vuole un vero fuoristrada, no SUV) risparmiando cosi circa 1 ora di cammino e allo stesso tempo di uscire “freschi e profumati” dal turistico o dai pompieri disponendo dei cambi necessari subito a portata di mano.

Alle 14 Bucarelli entra per armare e sono le 14.40 quando faccio il mio primo passo di traversata, l’escursione sarà lunga, abbiamo stimato un tempo che va dalle 15 alle 18 ore senza fare corse.
Bucarelli ha già armato l’ingresso con la prima successione di pozzi, dopodiché inizia la prima parte della traversata quani tutta in discesa.

Alle 17 siamo al salone del Meinz e dopo circa 4 ore di cammino calcoliamo che siamo in buon anticipo sui tempi previsti e quindi prevediamo di uscire dai pompieri dato che il turistico aprirà solo dopo le 10.

Per fortuna, grazie al fatto che il meteo di oggi è clemente non c’è molto stillicidio in grotta e questo mi fa sperare di rimanere asciutto nel famigerato pendolo sotto cascata.

Durante la traversata Russino annota sul suo taccuino ogni minimo particolare che potrebbe essere utile ai futuri percorritori di quest’itinerario e nel mentre Mancini scatta foto a raffica con la sua nuova macchina fotografica impermeabile/antiurto/cattura microrganismi, ma quando la luce si fa troppo scarsa ecco che l’ingegnoso Russino ci stupisce con il suo nuovo lavoro: un pre-totipo che chiamerò “Fresh & Light” consistente in un barattolo di fresh and clean dal classico colore azzurrino imbottito di componenti elettroniche.
Se da un primo sguardo l’aspetto è quello di un ordigno di manifattura medio-oriente in realtà l’apparecchio serve ad emettere una potente luce degna di impianti ben più ingombranti.

Dopo circa 7 ore siamo alla tenda rossa, sono le 21.30 e abbiamo perso il buona parte del presunto vantaggio che pensavamo di avere rispetto agli orari di marcia preventivati.
La tenda rossa è un miraggio extra-lusso rispetto alle classiche spartane tende viste precedentemente, ci si sta comodi in 4 o 5 un po meno in 9 ma è foderata di stuoie e teli termici, perfetta per ristorarsi in vista della seconda parte del percorso.

Tutti ci diamo da fare con i vettovagliamenti, si vede un grande tramestio con fornelli tegami dolciumi insaccati e panini.
Mi godo lo spettacolo degustando il mio panino in lattice cotto e fontina risparmiando le energie necessarie alla preparazione di più elaborate pietanze e subito dopo mangiato alle 22.00 circa giocando d’anticipo sugli altri io e Mancini ci accaparriamo le due migliori piazzole della tenda rossa.
Ben presto ci accorgeremo che il terreno conquistato con l’astuzia dovrà essere ceduto un po per volta agli altri a forza di gomiti sulle clavicole, ginocchia sugli stinchi e ascelle fetide cosi da permettere a quello strano agglomerato umano di 9 speleologi sfatti di “riposarsi” un po.

Dall’interno sentiamo diversi profumi ottenuti da dadi vegetali e alcuni pochi altri ingredienti, l’unica voce fuori dal coro è Silvio che prendendo evidentemente spunto da qualche ricetta druidica, probabilmente scaricata da internet, prepara una strana pozione a base di acqua dado stracchino (si ho detto stracchino) speck e non so cos’altro.

Alle 23.30 suona la sveglia (come se ce ne fosse bisogno) e tutti rattrappiti dalla forzata postura guadagniamo l’uscita con la velocità del bradipo, la differenza di temperatura si sente subito, saranno almeno 5 gradi e per compensare il calo termico ci diamo ai grappini e al the.

Ripartiamo a mezzanotte e 20, dopo circa 1 ora e 1/2 di cammino il Mancini ha a che fare con il suo apparato digerente che gli gioca un brutto scherzo, assistiamo a divertenti dialoghi tra lo stomaco del Mancini e quello del Bucarelli, chissà cosa si diranno… fino a che, con la consueta pervicacia sicula, il Mancini riesce a spuntarla sul suo organo digerente recuperando cosi l’energia necessaria a proseguire l’itinerario con brio.
Dopo un po arriviamo al famigerato pendolo, Mancini estrae dal sacco una mini mantellina dall’aspetto profilattico che aveva appositamente portato per quest’occasione ma siamo ben felici di constatare che l’acqua non è molta ed infatti riusciamo a tirarci di braccia sul pendolo sotto cascata senza inzupparci come cantucci nel vinsanto.

Sono le 3 sono passate circa 2 ore e 40 e siamo al salone Maranesi, ci sentiamo ormai fuori, mancano solo i classici scivoli, lame e portello ed è fatta e decidiamo di festeggiare con un ottimo Earls Grey degno della migliore nobiltà britannica!
Sembrava facile, sotto il portello però dobbiamo aspettare più di mezzora mentre la squadra di disarmo cerca di superare le difficoltà incontrate con la corda che si incastra spesso negli scivoli e da parecchio da fare fino alle lame.

Quando siamo tutti per proseguire, come se non bastasse arriva l’ennesimo inconveniente che ci costringerà a lasciare una corda sul portello per via di un nodo terminale notato aime troppo tardi nella fase di recupero della doppia usata nel disarmo e che viene spinto a battuta per recuperare almeno l’altra corda.

Ci dirigiamo alle passerelle, poi al turistico, ai pompieri e finalmente fuori, sono le 7.30, giusto il tempo di cambiarci e siamo dalla Piera a fare colazione.

Considerazioni:
– il percorso è impegnativo ma non proibitivo
– è segnalato abbastanza bene da omini di pietra, catarifrangenti e nastri ma meglio portarsi una descrizione dell’itinerario
– abbiamo impiegato circa 17 ore ma si può fare con meno tempo anche senza correre

I Pisani: Mancini, Russino, Bucarelli, Beribè, Fioretti, Tantussi e Pierini
I Versiliesi: Alessio e Chiara

n.b. Per chi volesse gli appunti tecnici del Russino con i dettagli sulla via, non cambiate canale, arriveranno presto!!!

Antonio
GSPi

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